30 Marzo 2026
POMODORO, COLDIRETTI PARMA: SOTTOSCRITTO ACCORDO QUADRO 2026

“Intesa sul prezzo fondamentale, ma non siamo soddisfatti della trattativa, della tempistica e della mancata programmazione”

 

Il prezzo raggiunto di 137 €/tonnellata (inclusa la componente del premio tardivo e i servizi alle OP) mette a rischio la redditività delle aziende agricole.

Stiamo attraversando – comunica Coldiretti – un periodo economico e sociale senza precedenti, caratterizzato da un aumento eccezionale dei costi di produzione, con le imprese agricole costrette ad affrontare rincari vertiginosi in tutte le operazioni colturali.

Rispetto al 2025, nella presente campagna è previsto un aumento significativo delle superfici trapiantate. Ancora una volta è mancata una seria programmazione produttiva, con un adeguato controllo delle superfici e delle quantità prodotte.

Al tavolo agricolo, Coldiretti ha suggerito alle OP una trattativa basata su un sistema di pagamento a due livelli: un prezzo maggiormente remunerativo da applicare alle quantità consegnate lo scorso anno e un prezzo più contenuto per le quantità eccedenti la soglia 2025. La proposta, purtroppo, non è stata accolta.

L’aumento eccessivo delle superfici a pomodoro da parte di alcuni operatori, unito alla mancanza di una visione di equa redistribuzione del reddito lungo la filiera da parte dell’industria, contribuisce in questa stagione a penalizzare economicamente gran parte degli agricoltori.

La filiera del pomodoro italiano rappresenta uno dei comparti più rilevanti dell’agroalimentare nazionale – prosegue Coldiretti Parma – ed è cruciale per l’economia del Paese. In tale contesto, è fondamentale valorizzare e tutelare la filiera del pomodoro da industria, a partire dalla tracciabilità e dalla trasparenza sull’origine della materia prima utilizzata per la produzione dei derivati, garantendo ai consumatori informazioni chiare e affidabili al fine di contrastare frodi e contraffazioni.

È inoltre necessario promuovere contratti di filiera pluriennali per ridurre le incertezze che penalizzano la programmazione aziendale, introducendo anche strumenti legati al meccanismo delle quote produttive e salvaguardando i produttori storici.

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