Ancora una volta è la scienza a confermare le preoccupazioni sollevate da anni da Coldiretti, che per prima ha acceso la luce sugli interessi delle multinazionali intenzionate a sostituire il cibo prodotto dagli agricoltori e dagli allevatori con quello realizzato in laboratorio, presentandolo come più economico, sostenibile e sicuro per la salute dei cittadini.
Lo studio realizzato dall'Università Cattolica del Sacro Cuore, Campus di Piacenza, mette nuovamente in evidenza criticità e interrogativi ancora aperti sulla sicurezza, sulle caratteristiche nutrizionali e sulla reale sostenibilità ambientale di queste produzioni.
I costi elevati e le difficoltà di rendere sostenibile la produzione su scala industriale hanno inoltre mandato in fumo miliardi di investimenti, portando alla chiusura di molte startup e spingendo parte del settore a cercare nuovi sbocchi nel pet food. Coldiretti aveva denunciato fin dall'inizio il rischio che dietro la promessa di un'alimentazione più conveniente e sostenibile si nascondessero soprattutto gli interessi finanziari di pochi grandi gruppi, con l'obiettivo di mettere in discussione il futuro della zootecnia e delle filiere agroalimentari tradizionali.
È una battaglia sulla quale Coldiretti ha mobilitato milioni di cittadini, raccogliendo oltre due milioni di firme e contribuendo al percorso che ha portato nel 2023 all'approvazione della legge italiana contro i cibi prodotti da colture cellulari. Un impegno proseguito in Europa con la manifestazione del 19 marzo 2025 davanti alla sede dell'Efsa a Parma, dove 20mila agricoltori hanno chiesto trasparenza, controlli rigorosi e studi clinici e preclinici prima di qualsiasi autorizzazione.
“La tutela della salute dei cittadini è da sempre al centro del nostro impegno – dichiara Luca Cotti, presidente di Coldiretti Parma –. Un'attenzione che riguarda anche la crescente diffusione degli alimenti ultraformulati, soprattutto tra i più giovani. È in continuità con questo percorso che nasce Campagna Amica per la Salute, un progetto che unisce medici, agricoltori e cittadini per promuovere un'alimentazione sana e consapevole, portando i mercati contadini anche all'interno degli ospedali, così come abbiamo fatto anche a Parma presso l’ospedale Maggiore il 10 luglio di quest’anno”.
Per Coldiretti difendere la salute dei cittadini significa difendere il reddito degli agricoltori, la biodiversità, la Dieta Mediterranea e un modello alimentare fondato sul cibo naturale, sulla qualità e sulla trasparenza. Una battaglia che continuerà in Italia e in Europa, perché il futuro dell'alimentazione non può essere deciso dagli interessi finanziari di multinazionali senza scrupoli.
