20 Maggio 2010
NUTRIE, SITUAZIONE INSOSTENIBILE NELLA BASSA

La difesa idraulica, la produttività dei terreni ma anche la salute pubblica e la sicurezza viaria della pianura parmense sono messe in serio pericolo dalle nutrie. Lo afferma Marco Zanni segretario di zona di Coldiretti Soragna nel denunciare il proliferare del roditore originario dell’America Meridionale che da anni imperversa nelle campagne provocando ingenti danni alle coltivazioni e mettendo a rischio la sicurezza dei cittadini.
La precocità riproduttiva e il numero di piccoli nati dalle nutrie è alla base del moltiplicarsi e propagarsi della presenza di questo roditore. La nutria, infatti, è in grado di riprodursi durante tutto l’anno, la maturità sessuale è raggiunta tra i 3 e i 9 mesi di vita, la media è di due parti all’anno e per ogni parto nascono da 2 a 6 piccoli con un massimo di 10.
L’abnorme presenza di famiglie di nutrie – spiega Zanni – è particolarmente dannosa per l’agricoltura, mettendo a serio rischio le colture e la redditività delle imprese agricole.
Non solo, questi animali creano, inoltre, le tane in prossimità di canali ed arginature scavando lunghe ed ampie gallerie provocando crolli ed esondazioni. Si originano così fenomeni di subsidenza nelle strade poderali che, oltre a rendere difficoltoso e pericoloso il transito dei trattori mettono in grave pericolo la sicurezza idraulica dell’intera pianura parmense.  Si registrano danni – prosegue Marco Zanni – in particolare nei comuni di Polesine parmense, Zibello, Soragna, Busseto, Roccabianca ma anche nei Comuni di Sorbolo, Mezzani,  Colorno e Torrile.
Non vanno poi sottovalutati anche gli attacchi verso gli animali domestici, soprattutto cani.
 Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso- sottolinea Gilberto Bodria Segretario di zona di Parma/Colorno – è il tentativo di aggressione da parte di un capo branco adulto, subito da un nostro associato del comune di Sorbolo mentre svolgeva attività di ricognizione nei campi percorrendo il bordo campo posto sull’argine di un fossato. 
Ancora una volta – evidenzia Bodria – dobbiamo denunciare l’esasperazione degli agricoltori che vedono vanificare, impotenti, i lavori e gli investimenti già sostenuti e il risultato delle prossime produzioni.
Ci risulta – proseguono  Marco Zanni e Gilberto Bodria - che alcune Amministrazioni comunali si siano attivate per la convocazione di un tavolo di crisi. Cosa apprezzabile così come lo è il Piano di controllo attuato dalla Provincia, che, però risulta ancora insufficiente rispetto alla densità del livello di propagazione delle nutrie.
Riteniamo – concludono Marco Zanni e Gilberto Bodria - che sia fondamentale per tutti gli attori preposti e indicati nel Piano Provinciale una maggior conoscenza degli strumenti messi in campo e la piena e concreta attuazione del Piano Provinciale stesso per debellare definitivamente il problema e arrivare alla completa eradicazione della nutria dal territorio parmense.

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