26 Giugno 2026
COLDIRETTI, ALLARME SICCITA’ SUL PO, NEL BACINO PADANO NASCE 1/3 DEL MADE IN ITALY Cotti: “Serve una rete di invasi”

È allerta siccità nel bacino del fiume Po, dove l'ondata di caldo record e l'assenza di precipitazioni stanno mettendo sotto pressione coltivazioni e allevamenti. A lanciare l'allarme è Coldiretti, ricordando che nell'area del Po nasce quasi un terzo dell'agroalimentare Made in Italy e si concentra circa la metà dell'allevamento nazionale.

La Pianura Padana rappresenta infatti il principale polo agroalimentare del Paese, caratterizzato da produzioni ad alta intensità e da un elevato valore economico. In quest'area si concentra quasi l'intera risicoltura nazionale e circa la metà della produzione italiana di pomodoro da industria. Il bacino del Po ospita inoltre la maggior parte degli allevamenti bovini e suinicoli italiani, costituendo il fulcro delle principali filiere zootecniche nazionali e producendo alcune delle eccellenze più rappresentative del Made in Italy alimentare, come il Parmigiano Reggiano e il Prosciutto Crudo di Parma.

Una situazione che desta preoccupazione anche nel Parmense, come segnala Coldiretti Parma. Infatti, grazie alla collaborazione con il Consorzio della Bonifica Parmense è stato possibile monitorare il comprensorio irriguo di Ongina, che serve circa 6.850 ettari coltivati a erba medica, mais, pomodoro, soia e orticole tra i comuni di Busseto, Polesine Zibello, Soragna e Roccabianca.

L'area dipende esclusivamente dall'acqua prelevata dal fiume Po tramite l'impianto di sollevamento di Ongina e la Bonifica segnala uno stato di preallerta: un ulteriore abbassamento del livello del fiume di circa 30 centimetri potrebbe compromettere il prelievo della risorsa idrica. Fondamentale, in questo contesto, il recente ammodernamento degli impianti di emungimento, che ha consentito di mantenere operativo il servizio irriguo.

«La situazione del Po evidenzia ancora una volta l'urgenza di un Piano nazionale degli invasi – sottolinea il presidente di Coldiretti Parma Luca Cotti –. Serve una rete di bacini multifunzionali capace di raccogliere e conservare l'acqua piovana durante tutto l'anno, aumentando la disponibilità della risorsa nei periodi di siccità e contribuendo al tempo stesso a mitigare gli effetti degli eventi climatici estremi».

Secondo Coldiretti, i nuovi invasi dovranno essere realizzati con criteri di sostenibilità ambientale e affiancati al recupero e all'ammodernamento delle infrastrutture idriche esistenti, così da garantire una gestione più efficiente dell'acqua a sostegno dell'agricoltura, delle comunità e della produzione di energia rinnovabile.

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